La  Sinfonia

Sensibilizzazione alla Sostenibilità Ambientale

La Sinfonia di Rosso Vanvitelliano, nata per il Teatro di Corte e interamente ideata e composta per il Palazzo Reale di Caserta, è stata scritta in modo tale da raccontarne qualsiasi sfumatura evidenziando al massimo ogni sua potenzialità e in modo singolare per ogni attrattiva peculiare (le stanze reali, i giardini, le fontane, il Teatro di Corte, la quadreria, l’Aperia).

Lo stile architettonico espresso dal Vanvitelli nelle linee del Palazzo Reale, nei suoi giardini e nei movimenti d’acqua, viene tradotto in armonie concertanti mentre le stanze reali e la cultura del Teatro di Corte e dell’Aperia diventano le linee melodiche della Sinfonia che della Reggia porta il nome e di cui rappresenta le vicende storiche che dal XVIII secolo aprirono sempre più all’ideale creazione di un mondo nuovo di libertà, eguaglianza e fratellanza.

Sei movimenti realizzati in modo alternato dagli autori casertani Patrizio Ranieri Ciu e Rosario Messina e affidati alle magiche mani della pianista di fama internazionale Kozeta Prifti, che si tingono di una diversa gradazione di rosso nell’intento di raccontare al mondo con la Musica – l’unico linguaggio universale capace di superare ogni frontiera linguistica e culturale – la storia della perla del nostro patrimonio, la Reggia di Caserta, maestoso luogo all’ombra del quale giovani e adulti casertani che nella vita hanno seguito la strada dell’arte “cosciente”, di impegno civile, di scelta sociale e di ricerca spirituale, sono cresciuti.

Il Legame con la Natura

La Musica, armonizzazione di elementi esistenti accordati secondo regole pari a quelle che combinano gli elementi costitutivi dell’universo generando bellezza, è l’espressione più pura di un rapporto qualificante tra uomo e natura.

La Sinfonia Rosso Vanvitelliano è la trasposizione musicale dell’autentica osmosi tra uomo e natura come realizzata in maniera esemplare da Luigi Vanvitelli nelle sue costruzioni, scritta per celebrare una visione dinamica del rapporto con l’ambiente utilizzando l’unico linguaggio davvero universale, quello del suono.

L’obiettivo, attraverso un ascolto immersivo dei movimenti di cui si compone, ciascuno costruito in modo da descrivere musicalmente l’approccio storico dell’uomo nei confronti della natura nel suo inserimento all’interno di contesti culturali di fruizione quali i siti storici, è sensibilizzare con efficacia sul tema della sostenibilità ambientale intesa come recupero di una relazione sana e qualificata tra uomo e natura che si realizza non con la staticità dell’intoccabilità della natura ed ancor meno con la “sottovalutazione” dell’ambiente ma grazie alla coscienza culturale esaltante dell’azione dell’uomo.

La capacità del genere umano di incidere nelle linee della natura coscientemente, come nei giardini, i corsi d’acqua e le radure boschive della Reggia di Caserta – dal Bosco Vecchio degli Acquaviva, al Parco vanvitelliano, fino al Giardino Inglese di Graefer – dimostra che solo il rispetto della natura derivato dalla Cultura riesce a consentire sia una tutela qualitativa dell’ambiente sia un’evoluzione nello spazio, altrettanto naturale, del genere umano.

Una integrazione leale perché frutto di un approccio sentimentale alla vita: guidato dall’emozione sensibile generata dalla vista di un tramonto, il Vanvitelli ha ideato una comunione tra abitazioni e giardini tale da valorizzare l’elemento naturale al punto da renderlo fonte di benessere spirituale oltre che fisico perché curato, distribuito e plasmato a forma d’Arte (simbolica è l’immagine del violino che genera l’intera struttura reggia col suo parco).