L ‘ Origine

Luigi Vanvitelli, immerso nel rosso di un tramonto, di fronte alla sterminata landa di Caserta, vide costruirsi nella mente il disegno della Reggia più grande al mondo, capolavoro d’architettura che egli progettò, dedicandovi gran parte dell’esistenza, e che mai in vita vide realizzato.

Un’immagine della storia, “dipinta” da Patrizio Ranieri Ciu, che permette di evidenziare del personaggio Vanvitelli non solo la genialità ma anche e soprattutto l’altruismo ipotizzando la sua volontà di operare non in funzione di un risultato per sé stesso e i suoi contemporanei bensì, già nell’intento, con lo scopo di lasciare una specifica eredità alle generazioni a venire.

L’enorme potenziale di questa lettura vanvitelliana, che ci restituisce un modello potentissimo di lungimiranza, profondamente connesso al territorio e alla sua origine, ispira allora un’altra volontà, quella di creare, partendo dallo studio della biografia del grande architetto e dei personaggi che con lui e dopo di lui hanno attraversato lo splendido Palazzo Reale,  un vero e  proprio “brand culturale”, come l’ha definito il Ministro della Cultura con il suo placet, sotto cui far confluire una serie di progettualità da realizzare nel presente ma già strutturate in modo tale da divenire pilastri del futuro.

Questo è Rosso Vanvitelliano: una proposta innovativa di azione culturale – ideata e promossa dall’associazione Ali della Mente che prende le mosse dall’identificazione chiara di quale grande opportunità possa offrire alla città prima e alla Nazione poi il riconoscimento del valore etico della componente visionaria nella vita di un uomo.

Così, dieci anni fa, iniziarono le ricerche tra documenti d’archivio e pubblicazioni scientifiche che portarono alla prima applicazione dell’idea di Rosso Vanvitelliano: un’opera teatrale di valorizzazione della Reggia di Caserta pensata per trasformare il complesso monumentale da scenario immobile e muto in un avvincente percorso dall’offerta pluridisciplinare che tra recitato, danza e musica, potesse promuoverlo come centro di interesse turistico ma anche formativo di una nuova etica grazie ad aspetti storici narrati con particolari emozionali universali tali da creare aggregazione e attrattiva nel pubblico dal forte impatto anche psicologico e sociale.

Con questa finalità sono venuti alla luce il Monodialoghi di Rosso Vanvitelliano, format teatrale esclusivo che contraddistingue l’autorato di Patrizio Ranieri Ciu: intime voci solitarie di donne e uomini del passato di indiscussa fama e di dimenticata memoria, di illustri natali e di misera condizione, di grande moralità e di ferina violenza, di provenienza diversa, esempi o moniti, scelti come finestre aperte sull’attualità.

Il Grand Tour

Nel 2020 con l’opera Rosso Vanvitelliano prende avvio il Grand Tour progettato e ideato da Ali della Mente e promossa dalla Regione Campania attraverso Scabec Spa.

Rosso Vanvitelliano diventa così l’opera di autentica rievocazione e valorizzazione di particolari siti storici della Campania realmente o idealmente segnati dall’impronta di ingegno del grande architetto Luigi Vanvitelli.

Residenze storiche, emblema del potere, della grandezza e dell’ambizione estrema dell’uomo, contrapposte a costruzioni carcerarie d’epoca, spazi di costrizione e di mortificante espiazione della colpa. Luoghi vissuti dall’uomo, un uomo capace di essere regale o mendicante, innocente o colpevole, vittima o carnefice. La forma architettonica e la natura umana, così a confronto, emergono da protagonisti alla luce del rosso vanvitelliano.

Uno spettacolo unico di Storia, Arte, Filosofia e Letteratura dove la costante del rigore architettonico dei siti valorizzati dall’evento, simboli perfetti della capacità edificatrice e della evoluzione tecnica del genere umano, si raffronta con la fluidità della natura del sentimento, attivata da umori e passioni, idee e speranze, amori e delusioni.

Una caratterizzazione dei “tempi vissuti” delle residenze storiche in grado di trasformare i complessi monumentali da scenari immobili e muti in un avvincente percorso dall’offerta artistica pluridisciplinare che tra recitato, danza e musica, promuove una utile, reale ed attenta valorizzazione qualitativa dei luoghi come centri di interesse culturale e turistico ma anche formativo di una nuova etica che riunisca aspetti ambientali con particolari emozionali tali da creare una aggregazione ed una attrattiva nel pubblico fruitore dal forte impatto psicologico, sociale ed artistico.

Rosso Vanvitelliano, opera, modulata a seconda delle diverse location, si articola in tre forme di rappresentazione appositamente create per garantire in maniera egualmente efficace in ogni Sito il principio di valorizzazione individuato dal Grand Tour: Il Musical, La Sinfonia, I Monodialoghi.

Rosso Vanvitelliano è quindi un nuovo stile di vita, affermazione della cultura come unico parametro di distinzione: non più traduzione di una tradizione ma il principio atavico dei valori assoluti che riemerge contro il desiderio di potere dell’essere umano che l’ossimoro del “progresso involutivo” ha tentato finora di cancellare.