Il  Film

Diffusione Internazionale della Cultura Italiana

Il Film Rosso Vanvitelliano, trasposizione dell’opera teatrale originale messa per in scena per la prima volta al Fringe Festival di Edimburgo nel 2001, nasce come veicolo di una internazionalizzazione alternativa alla globalizzazione imperante per l’affermazione di valori universali che possano gettare le basi di una nuova visione di principio culturale del mondo.

È il 1799. Sono i giorni che anticipano la breve vita della Repubblica Napoletana. In un pittoresco borgo del golfo di Napoli avviene l’incontro sentimentale tra Lizzy, una nobile ragazza scozzese che accompagna il padre, Sir Douglas, diretto a Corte, e Mattia, un giovane pescatore napoletano coinvolto nelle trame della cospirazione antiborbonica da Ascanio, suo amico d’infanzia e capobanda rivoluzionario in fuga. La diversità di origini e soprattutto di lingua rende ardua ogni comunicazione tra i due innamorati. I due giovani ricorrono così ad un traduttore, il Maestro, che con la complicità del Capitano Beltà, Commissario della Gendarmeria Regia, diviene arbitro dei loro destini in un percorso che attraversa temi universali quali l’amore, la libertà, la legalità, la speranza e la morte attraverso musica, danza e recitazione.

Gli eventi della vicenda conducono, vent’anni dopo, ad un inatteso finale con il primo grande messaggio culturale di Rosso Vanvitelliano ovvero la necessità di contaminazione felice nelle diversità, del superamento delle differenze e degli integralismi e, in chiave assolutamente moderna, della condanna severa dei vizi della comunicazione, una lezione della storia che, tra inganni e rivoluzioni, tra amori, canti e passioni, dimostra quanto chi crede d’aver vinto poi invece perde perché nella lotta tra il bene e il male la sconfitta di tutti è sempre il finale.

Film di valorizzazione dei siti storici realmente o idealmente segnati dall’impronta del grande architetto Luigi Vanvitelli che fanno da sfondo alle vicende (Casina Vanvitelliana di Bacoli, Palazzo d’Avalos a Procida, Carcere Borbonico di Avellino, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Reggia di Caserta, Reggia di Carditello, Teatro Romano di Benevento), melting-pot stilistico, espressivo e linguistico per l’insieme delle arti di cui si compone, Rosso Vanvitelliano intende lanciare il “Cultural Made in Italy” con la diffusione all’estero di una immagine rinnovata dell’Italia come Paese della creatività culturale.

Protagonista assoluta del racconto è la Musica, tutta inedita, declinata nella alternanza vincente tra il pop inglese (tipicamente internazionale) e la melodia classica partenopea (da sempre veicolo della cultura italiana all’estero), realizzando un connubio assolutamente vincente e naturalmente adatto alla comprensione di ogni tipologia di pubblico.

Il Pulcinella Rosso

Musica, danza e scene recitative d’insieme sono intervallate da una narrazione pensata appositamente per essere tradotta in ogni lingua e affidata al particolarissimo Pulcinella Rosso, il cui commento approfondito sempre in chiave riassuntiva degli eventi accaduti o in aspettativa di ciò che accadrà, sottotitolato in diverse lingue, consente anche a chi non conosce le diverse lingue dei personaggi narrati di cogliere ogni sfumatura e ogni passaggio della storia e dei suoi molteplici “significati”.

Recupero della più autentica tradizione partenopea per una sua traduzione sublimante, il Pulcinella Rosso non è più affamato di cibo ma è affamato di cultura.

Un pulcinella etico, simbolo di quella Cultura dei Sentimenti che è l’essenza del “saper vivere” partenopeo, veicolo di valori universali e filosofia in grado di promuovere una evoluzione culturale, sentimentale e umana nel mondo.